Mi piace pensare che sia una Telecaster.

“Il piacere della bicicletta è quello stesso della libertà, forse meglio di una liberazione, andarsene ovunque, ad ogni momento, arrestandosi alla prima velleità di un capriccio, senza preoccupazioni come per un cavallo, senza servitù come in treno. La bicicletta siamo ancora noi, che vinciamo lo spazio ed il tempo; stiamo in bilico e quindi nella indecisione di un giuoco colla tranquilla sicurezza di vincere; siamo soli senza nemmeno il contatto colla terra, che le nostre ruote sfiorano appena, quasi in balia del vento, contro il quale lottiamo come un uccello.
Non è il viaggio o la sua economia nel compierlo che ci soddisfa, ma la facoltà appunto d’interromperlo e di mutarlo, quella poesia istintiva di una improvvisazione spensierata, mentre una forza orgogliosa ci gonfia il cuore di sentirci così liberi.

Sono parole di Alfredo Oriani scrittore e ciclista romagnolo che pubblicò nel 1902 il volume “La bicicletta”.

Ho scelto di utilizzare questo incipit perchè Alfredo era romagnolo ed in questo articolo voglio raccontare la mia esperienza, seppur in maniera fuggitiva, anzi fugace, al Rally di Romagna 2017, gara a tappe in MTB che si è svolta i primi cinque giorni del giugno scorso, ma non solo, il tema del viaggio e del viandante che affiora dal testo mi fa impazzire e mi richiama ad Hessiane memorie, esperienze interiori, di viaggi, appunto, di vita, di trasfigurazioni, di mutamenti, della vita che passa, accarezzando la concezione del tempo che trascorre ma che non ti fa invecchiare, ma bensì ti matura.

E’ un pò come parlare sempre del bicchiere mezzo pieno, io lo vedo così, sempre mezzo pieno e con la smania incessante di riempirlo di continuo, di trovare sempre una continua ed esaustiva positività, che esaustiva non è mai, in realtà.

Se la vita è un viaggio, allora le corse e gli eventi sono viaggi all’interno di viaggi, il viaggio va compiuto per assaporare e captare fino in fondo il percorso e scoprirne le peculiarità, in un viaggio cerco la fusione fra me stesso ed il tempo che mi circonda all’interno stesso del percorso, nel percorso ci saranno persone, cose, eventi, situazioni, piaceri e sofferenze, in un viaggio voglio trasfigurarmi, trovare e godere appieno di un arricchimento interiore che in realtà è un lungo processo di maturazione.

Il nome e la forza del viaggio è l’insieme stesso di tutte le descrizioni che fai e le sensazioni che provi.

Il Rally è una prova dura nell’arco di cinque giorni, cinque giorni in cui ho lottato spingendo al massimo che potevo ad ogni gara; perchè è così che si affronta una competizione, senza risparmio, perchè l’allenamento svolto fino a quel giorno ti deve aver preparato a ciò che devi affrontare, diversamente, stai a casa.

Cinque giorni a tutto gas, con la musica a palla che ti risuona nel cervello, con la tua voce che urla, con la batteria che picchia, con il basso che mena e con quella meravigliosa chitarra….

Mi piace pensare che sia una Telecaster.

qui in foto con Fabio Salvador, Portugal.

18881856_10211780447060996_6397709392173275024_n

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...