Tri-Roc 2019, è bello ritornare dopo…. 7 anni!

Giovedì undici ottobre 2012, un giorno qualunque, sono le 7 e 45 del mattino, un cielo pastellato di colori chiari non lascia bene intendere quale sarà il tempo per questa giornata.
L’aria è fresca, quasi si trema, ma non è proprio freddo, sono poco vestito e sono in piedi da due ore, forse è solo per quello che rabbrividisco.
Oppure è l’aria del mare, sempre sostenuta e vigorosa, oppure è l’emozione e la tensione della gara.
Gara.
Già, una gara.
E’ giovedì undici ottobre e sono a Frejus, sulla costa, chiamata azzurra, in Francia, fra pochi minuti ci sarà la partenza del primo tri roc, triathlon offroad inserito per la prima volta nel grandioso contesto della roc d’azur.

Non potevo non iniziare questa mia nuova storia col ricordare ciò che scrissi 7 anni fa sul mio Blog dopo aver partecipato al TRIROC prima edizione, già perché ieri ci sono ritornato, ed è bello ritornare sui luoghi dove hai gia corso, ricordare e rivivere sempre per fare sempre la stessa cosa. Una gara di Cross Triathlon.

Preambolo.

La stagione volge al termine, quella del triathlon si intende, ma la voglia di chiudere con un bel cross c’era, la voglia di indossare ancora il body e sudare come una bestia, come per dare un ultimo saluto all’estate… eccome se c’era; non si finirebbe mai di fare ciò che davvero ti piace, nemmeno la “fatica” di guidare per 1200 km in due giorni per “toccare e fuggire”, come per rubare l’ultima emozione di fare una bella gara prima di addentrarsi nell’autunno e poi nell’inverno, per avere un bel ricordo nell’attesa che tutto il circo si rimetta in movimento.

Roc D’Azur.

Come rimanere impassibili di fronte all’emozione che ti dà un evento così gigantesco, il richiamo è forte, e poi avevo voglia di vedere come era evoluta questa gara che, devo dire, l’organizzazione nei percorsi era veramente eccellente.

Il TRI-ROC inserito nella manifestazione sembra sempre come il cugino invitato alla festa che nessuno conosce ma che c’è, è li ed è un parente anche lui, e così è anche per questo triathlon che non fa molti partenti, circa 300 e che forse paga il fatto di essere concomitante con le date di partenza dei fortissimi atleti che ogni anno vanno a Maui alla finale XTERRA, forse, ma in ogni caso è una gara stupenda, in un luogo stupendo dove in questo periodo si gode di un clima davvero grazioso.

La gara:

Il classico 1500 questa volta è stato baciato da una mare perfetto, calmo, mentre si percepiva appena il forte rinforzo che proveniva da nord che tuttavia non influiva sul moto dell’acqua. Due giri da 750 con uscita all’australiana; adoro questa tipologia di gara perché da un approccio più tecnico alla frazione. Personalmente parlando, ho nuotato in maniera impeccabile; primo giro forte, uscita e ripresa con secondo giro controllato, esco in circa 25’, sono nei primi 30 (anche davanti a Fred Belaubre!) Che però mi passa nel tappeto che conduce in ZC correndo come un capriolo impazzito.

Poi ho scoperto che faceva la staffetta… ed hanno vinto.

In gara fra le “vecchie” glorie c’erano anche Cedric Fleureton e Olivier Marceau, due mostri sacri di questo sport, rispettivamente terzo e quarto, mentre vincono praticamente appaiati Francois Carloni, e Maxime Chane, due giovani, che poi così giovani non sono più.

Il percorso in MTB è in pratica un saggio di ciò che il territorio offre, single track tecnici inseriti in discese spettacolari con la vista blu del mare che non ti molla un attimo. Secondo il mio parere 24 km sono un po’ pochi considerando il “trasferimento” obbligato che dalla Base Nature ti porta ai piedi della montagna dove poi si svolge il bello della prova. Per quanto riguarda la mia prestazione, purtroppo devo dirvi che pur non avendo nessun problema, semplicemente ho fatto la peggiore frazione della giornata, non ho guidato bene, non riuscivo ad esser fluido come volevo e non sono riuscito ad improvvisare una tecnica soddisfacente e redditizia in discesa. Il percorso necessita di una “guardata” almeno il giorno prima e poi davvero non sentivo una “gamba buona” in salita, ero sempre al limite facendo molta fatica.

La corsa, beh, fortunatamente la mia brillantezza è ritornata, ho corso gli 11 km sotto ai 5 al km e su un percorso nervoso anche se quasi completamente piatto su sterrato battuto ed erba, vi assicuro che non è poco, almeno per un Age come me.

Fleureton mi ha passato quando io ero alla fine del primo lap e sarà andato sui 4 al km, ma lui è lui!

Conclusioni e considerazioni.

Questo è lo sport che amo, dove riesco a dare il massimo di me stesso. E’ uno sport particolare, la gara in se stessa è sempre tirata ed impegnativa, non ti rilassi un attimo, l’offroad è così. Sono tanti anni che corro e che affino i sistemi di allenamento per questa disciplina che è endurance ma che ha una componente di velocità che la rende unica ed ibrida; questo è il vero bello del Cross Triathlon.

Non da ultimo il fatto che siamo relativamente in pochi a praticarlo ci regala un’intimità, una sensazione che trovi solo nelle piccole famiglie, amicizie, attenzioni, sensazioni; si torna sempre felici e sorridenti dopo un’avventura offroad, e forse è proprio questo il motivo che mi richiama fortemente anche dopo tanti anni, e che sicuramente non mi lascerà mai.

Alla prossima storia!5479_20191010_153751_185497609_socialmedia

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